Luglio un mese imprevedibile per i Funghi

Luglio un mese imprevedibile per i Funghi
11 Luglio 2017 Amep Latina
boletus regius

Luglio un mese imprevedibile per la ricerca dei funghi

Capita di sentire racconti di leggendarie raccolte in questo mese. In una determinata valle esplodono “fioriture” di funghi d’ogni tipo mentre nelle valli a due passi regna inspiegabilmente il deserto: non ci sono funghi neppure a cercarli con il lanternino!

Come è possibile che ciò accada in aree spesso vicine?

Le variabili sono principalmente due: l’umidità e il vento.

Quanto all’umidità, riferendoci ad un mese caldo e povero di precipitazioni qual è Luglio, non ci sono santi: bisogna tenere d’occhio quanto più possibile i temporali.

Di solito, il loro passaggio interessa aree ristrette edd è proprio a queste che riserveremo tutta la nostra attenzione.

Non basterà però una sola precipitazione: trattandosi in genere di rovesci di breve durata, i temporali estivi hanno spesso un effetto piuttosto blando.

In più, c’è anche da considerare che il terreno non fa in tempo a impregnarsi bene: poiché una grande quantità d’acqua cade in tempi brevissimi, finisce che scivola via senza inzuppare convenientemente il suolo del sottobosco.

L’altro fattore determinante è il vento.

Basta una sola giornata in cui soffi forte per annullare l’effetto positivo di una buona pioggia.

Ma spesso il sottobosco presenta canaloni o valloncelli attraversati da piccoli ruscelli che contribuiscono a mantenere l’umidità intorno ai valori utili per i funghi.

Se la stagione procede come da copione, nei castagneti più alti potremo imbatterci con grande facilità in gruppi di Russula vesca, Russula aurata e Russula cyanoxantha, oltre ai profumatissimi porcini estivi e agli onnipresenti cantarelli.

Se poi facciamo attenzione ai boschi più aperti, nei punti assolati avremo buone possibilità di incappare nella Russula virescens, il cosiddetto “Verdone”, da molti considerata la migliore fra le russule.

Nella seconda metà del mese, sempre se il tempo si dimostra fedele alla tradizione, le produzioni più importanti avvengono però sotto il faggio e castagno coltivato: bellissimi “estatini” (Boletus reticulatis) e, finalmente, lo splendido Boletus regius.

Quest’ultimo nasce a gruppetti nei punti discretamente aperti e ha il cappello di un colore particolare che dal rosa può passare ai toni più scuri, fino al granata violaceo.

Pori e gambo, invece, sono completamente gialli.

L’accostamento di rosa e giallo, e indubbiamente anche le proporzioni, ne fanno uno dei funghi più belli che si possano incontrare.

 

 

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